Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più di quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

31 agosto 2016

I Rizitika, radici della Cultura cretese

Passeggiando per la bella Chanià, sento suonare un liuto e una lira cretese. Il ritmo è  vivace, incalzante, una musica che trascina e costringe il corpo a muoversi, danzare, non importa che tu lo sappia fare o no, cederai.
La melodia proviene da un teatro all’aperto: i musicisti si scaldano per l’odierna serata dedicata al rizitiko e alle danze della Sfakià, regione cretese rinomata per le sue bellezze naturali e per il particolare carattere dei suoi abitanti.
Il rizitiko è un canto popolare di origine antica, risalente all’epoca bizantina. I canti di rizitiko hanno attraversato i secoli per raccogliere e intonare episodi di vita quotidiana di amore, pascoli, emigrazione, lontananza, e vicende di carattere storico, come la ribellione contro l’impero ottomano o la Resistenza contro l’occupazione nazista.
Il rizitiko è, dunque, un ricco tesoro, che nel corso dei secoli ha custodito la lingua, la cultura, gli usi e i costumi di questa terra. Il termine deriva da “ρίζα” (riza), “radice”, a testimonianza della sua vitale importanza per la sopravvivenza del patrimonio culturale cretese.
I rizitika non hanno, di solito, accompagnamento strumentale, tutt’al più la voce solista è sostenuta da un coro. I rizitika si intonano in varie occasioni e ovunque: nei campi, in taverna, per una festa.
In scena ora, una voce maschile profonda, a tratti tuonante, esegue su note scarne, il rizitiko di una drammatica vicenda storica: la cruenta vendetta di un uomo al quale un drappello di soldati, capeggiati da un sanguinario bey, violenta la sposa come punizione per le sue attività di ribellione contro l’Impero. La vicenda, è inutile dirlo, sfocia in un bagno di sangue.

La cupa atmosfera viene presto rallegrata dall’arrivo di giovani coppie di danzatori, in abiti tradizionale. 

Danzano, con virilità gli uni e grazia le altre, l’antico e vitale syrtòs. D’altronde, dopo ogni notte, per quanto oscura essa sia, torna sempre a splendere la vivifica luce del sole.





 

20 luglio 2016

Destinazione Creta - ΠΡΟΟΡΙΣΜΟΣ ΚΡΗΤΗ



Il blog è in pausa estiva e in fase esplorativa, tra le spiagge e i villaggi di Creta. 

dove, di tanto in tanto, inserisco notizie sul mio viaggio nell'isola.

Καλό Καλοκαίρι (Kalò Kalokaìri)
Buona Estate a tutti!




9 giugno 2016

La Tarma ad Atene non rosicchia ma baratta

Nel mio ultimo viaggio ad Atene, sono andata a trovare la Tarma.
Ο σκόρος (o skoros), la Tarma, alloggia in un locale del vivace quartiere di Exarcheia. Si tratta di una tarma particolare, infatti non rosicchia abiti e tessuti, ma assicura loro lunga vita: li accoglie nel suo locale e li ospita fino a quando non saranno adottati da altre persone che a loro volta, lasceranno in cambio dei propri capi, libri o accessori, ancora in buono stato ma inutilizzati.

La maggior parte di noi ha armadi colmi di abiti, molti dei quali, anche se non li indossiamo più da tempo, non abbiamo la voglia o il coraggio di sbarazzarcene. Da questa riflessione è nata l’idea di creare un punto di raccolta di capi e accessori inutilizzati, da poter regalare o scambiare attraverso il sistema del baratto


Alla Tarma non circolano soldi, ma solo capi e oggetti che ritrovano una nuova vita grazie al baratto.
Come ci spiega Athinàs, una delle ideatrici della Tarma: “La camicia che non uso più da tempo ma che è ancora in buone condizioni, può essere indossata da altri. È divertente e piacevole imbattersi in qualche sconosciuto che indossa un tuo capo, una tua maglia, dà una sensazione di condivisione allargata. Il tuo abito continua così ad avere una seconda, una terza vita, percorrendo una sorta viaggio in nuovi spazi e nel tempo, indipendentemente da te.
Mi diverte pensare a un fil rouge, che unisce idealmente quanti hanno indossato, nel corso del tempo, quella mia stessa camicia”.



Il baratto è una pratica senza dubbio virtuosa, riduce gli sprechi, dunque l’inquinamento, e ottimizza i tuoi consumi: “Con ciò che risparmi puoi acquistare qualcosa a cui tieni molto, ad esempio un libro, un viaggio…”, ci spiega ancora Athinàs.

La Tarma non demonizza il denaro, anche perché è innegabile che non se ne possa fare a meno, e quando si tratta di pagare le bollette e le spese del locale, la Tarma è aiutata dai contributi liberi di quanti le fanno visita.

La Tarma nasce nell’autunno del 2004, dalla comunione di intenti di un gruppo di persone di varie età, che, ispirati dal movimento Zapatista, decidono di attivarsi in ambito solidale realizzando un esperimento di solidarietà creativa.
La Tarma si trova Exarchia, in via Zoodochou Pighìs angolo Eressoù.








29 maggio 2016

Una "Zattera" solidale tra le vie di Atene

  Passeggiando per le vie di Atene o di Salonicco, di sicuro, prima o poi, vedrete circolare una “zattera” molto particolare. 

 La zattera di cui parlo è σχεδία (schedia): il primo giornale di strada greco. 
Σχεδία inizia a navigare per le strade ateniesi nel febbraio del 2013, grazie a un progetto mirato a fornire un sostegno immediato, economico e morale, a chi ha subìto pesantemente le conseguenze della crisi economica. 
  I venditori di σχεδία sono persone di varie età, che hanno perso la casa, il lavoro o entrambe le cose e si sono ritrovate ai margini della società.
Il mensile, come conviene a una zattera solida, consente a molti di sopravvivere e di non affondare in una nera depressione. 
Inoltre, non di rado, σχεδία aiuta molti ad approdare a una nuova vita, grazie a un nuovo lavoro o a una nuova casa e nel frattempo consente di guadagnare dignitosamente qualche Euro. 

  È semplice diventare venditore della rivista: indossato il caratteristico gilet rosso e riempita la sacca con i numeri del mensile, ci si avvia nei luoghi più affollati della città: mercati rionali, fermate della metropolitana, vie commerciali, e così via.
  Il mensile costa 3 € e la metà va direttamente nelle tasche del venditore, che, come gli ideatori del progetto tengono a sottolineare, non chiede elemosina, ma si assicura con dignità una piccola entrata economica.

  Compro sempre la rivista quando sono ad Atene, anche più di una copia nel corso del mese, da regalare poi agli amici, non solo per divulgarne il messaggio di solidarietà, ma anche perché la rivista offre ottimi articoli su società, cultura, arte e su tematiche internazionali. 

4 febbraio 2016

In attesa di A Family Affair e della famiglia Xylouris


Gli Xylouris sono una delle famiglie cretesi più grandi e come tutti i cretesi sono molto orgogliosi delle loro origini. 
Molti del clan Xylouris hanno combattuto per la conquista della libertà sia sotto la dominazione ottomana, che durante la Resistenza contro i tedeschi, durante la II Guerra Mondiale.
Oggi, il nome Xylouris è spesso legato ai grandi musicisti che compongono questa ampia famiglia.

***** 

Nikos Xylouris, chiamato anche o Αρχάγγελος της Κρήτης, l’Arcangelo di Creta, è uno dei cantanti più amati in Grecia.
Nikos è un vero παλικάρι: bello, talentuoso, fiero e coraggioso.
Nasce ad Anogeia (Creta) nel 1936. All’età di cinque anni è costretto, insieme a tutta la famiglia, ad abbandonare il paese dato alle fiamme dai soldati tedeschi. Il ricordo di quell’atrocità segna tutta la sua esistenza di Nikos, che sarà caratterizzata da una aperta lotta per la giustizia e la libertà.
Sin da giovanissimo, Nikos Xylouris rivela un grande talento musicale che esprime attraverso il canto e il suono della lira cretese.
Nel 1958 incide il suo primo disco, "Μια μαυροφόρα που περνά”, riscuotendo un enorme successo.
Durante gli anni della dittatura, e in quelli successivi, l’Arcangelo di Creta è la voce della Resistenza. La Giunta, tuttavia, lo tollera e non lo esilia, perché la sua arte è espressione pura della tradizione culturale greca.
Nel 1973, nel mezzo della sanguinosa repressione operata dall’esercito della Giunta contro gli studenti che resistono nel Politecnico di Atene, l’artista è lì con la sua lira. Nikos suona con gli studenti e intona con loro un’antica canzone rivoluzionaria cretese Πότε θα Κάνει Ξαστεριά (Quando arriverà il sereno).
L’Arcangelo di Creta è anche un magistrale interprete del poema epico-cavalleresco seicentesco Erotokritos, di Vincenzo Cornaro.

Νίκος Ξυλούρης - Του κύκλου τα γυρίσματα

L’eroe greco muore a soli 43 anni dopo aver lottato pervicacemente contro il cancro.
... Una curiosità: nel 1966 Nikos Xylouris partecipa al Festival di San Remo - in quell'anno la manifestazione ospita una sezione dedicata alla musica folk internazionale! - e naturalmente vince. Non ho trovato, purtroppo, alcuna traccia di quell'evento, chiunque avesse del materiale a riguardo e volesse condividerlo in questo blog, avrà la mia gratitudine!

°°

Antonis Xylouris detto Ψαραντώνης (Psarantonis, Antonis il Pescatore) nasce nel 1942 ad Anogeia.
Psarantonis può sembrare per il suo aspetto, un discendente di Zeus.
Con la sua voce primitiva, la sua lira dal suono inconfondibile, mantiene viva la tradizione musicale cretese e la arricchisce con il suo stile primordiale ed eterno.
È uno dei suonatori di lira più famosi al mondo.

7 gennaio 2016

Rebetiko, manghes e buzuki

Se desiderate approfondire la vostra conoscenza della storia del mondo Rebetiko (di cui ho scritto in breve in questo post), proseguite la vostra lettura e troverete l’interessante articolo-saggio a cura di Michele Cortese. Il testo (qui in forma ridotta) è frutto di un approfondito e rigoroso lavoro di ricerca basato sulle preziose pubblicazioni di Ilias Petropulos, tradotte dallo stesso curatore dell’articolo.
Il saggio, affrontando con puntualità e passione la storia della musica rebetika, mette in luce anche aspetti storici e sociali di buona parte del Novecento greco.
Potete approfondire l’affascinante lettura di "Di rebetiko, Petròpulos, manghes e buzuki ", dai seguenti link che ospitano l’intero saggio: Academia.edu e Atenecalling.

"Il Rebetiko, cenni generali

Sulla Grecia moderna circolano molti miti. Uno di questi riguarda il cosiddetto «syrtaki», da tutti ritenuto il ballo tradizionale greco più famoso. Il syrtaki è stato composto da Mikis Theodorakis per la colonna sonora del film di Kakoiannis Zorba il greco (1964). Pochi sapranno che il soggetto del film è tratto da un libro di Nikos Kazantzakis (Βίος και πολιτεία του Αλέξη Ζορμπά, 1947). Pochissimi sanno che la canzone a cui probabilmente si è “ispirato” Theodorakis per comporre il suo brano è stata scritta intorno al 1950 dal cretese Ghiorghis Kutsurelis, e si intitola Αρμενοχωριανός συρτός. La somiglianza è tale da aver provocato una disputa legale tra i due musicisti. Il syrtaki si balla in cerchio, come tutti i συρτός (sirtòs), ma i suoi passi sono molto simili a quelli del χασάπικος (chassàpikos), una delle famiglie di balli rebetici. Il syrtaki non è un ballo popolare tradizionale. I greci non ballano il syrtaki, se non davanti ai turisti. 


Spesso si equivoca sulla complessa questione delle origini e della nascita del rebetiko. Nella presentazione del documentario di Andrea Segre Indebito, leggiamo che il rebetiko sarebbe «una musica nata dalla disperazione di un’antica crisi (la fuga da Smirne)». Il rebetiko sarebbe dunque nato dopo il 1922, cioè dopo la cosiddetta (dai greci) «Grande Catastrofe»: in due parole, la sconfitta dell’esercito greco che nel 1919 aveva invaso la Turchia e il conseguente incendio di Smirne, che provocò un enorme afflusso di profughi dal territorio turco a quello greco tra il 1922 e il 1924.
Le origini del rebetiko e dei ρεμπέτες (rebetes), i suoi interpreti, sono una questione piuttosto oscura, e ricondurne la nascita a una data precisa, a un preciso evento storico o, peggio, a un singolo personaggio, significa eludere la complessità del problema. Non pretendo assolutamente di risolvere la questione, né è possibile descriverla in tutti i suoi aspetti, ma ci sono molte cose da precisare in proposito.




17 settembre 2015

L'Altro Uomo e la sua Cucina

K. è greco e per ventisei anni, ha lavorato in una multinazionale.
Intorno al 2009 la Grecia è agli inizi della sua crisi economica, e K. si ritrova d’improvviso disoccupato. Cerca lavoro, ma è molto difficile per un ultra quarantacinquenne, trovare un’occupazione.
K. passa dei momenti difficili: è costretto a tornare a vivere con sua madre e per mesi si chiude in casa e in sé stesso.
In un giorno d’inverno, ormai è un anno mezzo che K. è alla vana ricerca di lavoro, vede, in un mercato rionale ateniese, dei ragazzini che si contendono la frutta e la verdura marcia lasciata nei cassonetti. L’immagine lo scuote, come è mai possibile che accada anche questo?
Torna a casa, prepara qualche toast e torna in strada a cercare quei ragazzini. Non li trova in un primo momento, poi quando li rintraccia, si vergogna un po’ ad avvicinarli e offrire loro il suo cibo. Allora, si siede su un gradino per strada, scarta il primo toast e inizia a mangiarlo. Senza volerlo, attira l’attenzione dei ragazzi, ognuno vince la reciproca ritrosia e si ritrovano a gustare tutti insieme quei toast.
Dal quel giorno, K. comprende il potere che il cibo ha nell’accomunarci, nell’avvicinarci l’un l’altro, al di là della nostra età, della provenienza e dello stato sociale.

Nel dicembre 2011 K. decide di diventare un Altro Uomo (O Allos Anthropos, Ο Άλλος Άνθρωπος) e con l’aiuto di alcuni amici, inizia a preparare i suoi pasti per tutti, nelle strade di Atene.

O Allos Anthropos - Cucina Sociale


2 settembre 2015

Se volgi il tuo viaggio per Atene...

Atene è una città sporca, Atene è una città trascurata, Atene è caotica, confusionaria, inquinata, Atene mi ha deluso, Atene non è abbastanza classica, Atene non sembra poi così antica, non è una città moderna… ecco quali potrebbero essere le considerazioni di colui che viaggia sperando di trovare anche in un Altrove, i suoi rassicuranti stereotipi di città preconfezionata a misura di turista. Costui arrivando nella Capitale ellenica con l’idea di vedere davanti a sé una sequela di immagini da cartolina resterà, probabilmente, deluso.
Atene non si agghinda, non si lascia impacchettare come una bomboniera, Atene ha la sua forte e marcata personalità, che la distingue profondamente dalle altre città europee, non è solo Europa e non è solo Medio Oriente, è una mistione tra Europa e Medio Oriente. Atene non è etichettabile.
Atene è come una donna dall’età indefinita, con le sue rughe e le sue cicatrici che non adombrano, però, il suo volto splendente, che sorride con calore all’avventore. Ogni volta che torno ad Atene (sempre più spesso, ma per me non è mai abbastanza), è come se ritrovassi una persona molto cara e l’emozione dell’incontro, atteso con languida impazienza, è sempre intensa.

Per apprezzare Atene devi lasciarti andare e non avere attese o pretese da questo incontro: lei ti stupirà.
Ti sorprenderà con il cassiere del supermercato che ti saluta con un “Stia sempre bene!”, con il viavai quotidiano rumoroso, chiassoso, ma senza ombra di frenesia, con le immancabili sedie con tavolino, che la maggioranza degli esercenti hanno sul marciapiede davanti al proprio negozio  per poter sorseggiare un Nescafé frappé in compagnia o per contemplare il Mondo, nei momenti di pausa lavorativa. 



25 agosto 2015

Consigli di lettura dalla Grecia


L'Estate 2015 è arrivata insieme a nuove pubblicazioni di autori greci tradotti in italiano.

di Nikos Kazantzakis. Traduzione di Nicola Crocetti. Edizioni Crocetti.
Genere: autobiografico.

"Nikos Kazantzakis è il maggior scrittore greco del Novecento. Autore di romanzi, poesie, testi teatrali e filosofici, ha tradotto in neogreco l'Iliade e l'Odissea, Platone, la Commedia di Dante, Il principe di Machiavelli, Nietzsche, Bergson e molto altro ancora. Ha anche scritto una monumentale prosecuzione dell'Odissea di Omero, un poema di 33.333 versi, tradotto in cinque lingue, e di cui è in corso la traduzione in italiano."

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di Petros Màrkaris. Traduzione di Andrea Di Gregorio. Edizioni Bompiani. Disponibile anche in e-book.Genere: giallo

Il commissario Charitos "ha nuovo pane per i suoi denti. E adesso deve anche proteggere la figlia, aggredita da membri di “Alba dorata” a causa del suo impegno a favore degli immigrati. L’epilogo della serie sulla Crisi ci mette di fronte al consueto scenario di corruzione sociale e caduta libera dei valori."


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di Pavlina PampoudiTraduzione di Viviana Sebastio. Edizioni Dragomanni. Formato e-book.
Genere: favola

Quattro favole divertenti e stravaganti, tradotte per essere narrate a 91 seienni di una scuola elementare romana. I pargoli dopo aver viaggiato nel mondo delle favole greche, hanno partecipato alla realizzazione di questo e-book, creandone le mirabili illustrazioni. 



°°°

Dalla narrativa alla saggistica:

Bella come i greci
a cura di Maurizio De Rosa. Edizioni Universitalia.

Maurizio De Rosa, traduttore, filologo e studioso di letteratura greca ha curato per la collana “Studi e testi” di letteratura e civiltà della Grecia moderna, diretta dal prof. Cristiano Luciani, “Bella come i greci” è un’accurata storia degli ultimi 135 di letteratura greca. Dal 1880 al 2015. 




10 agosto 2015

Altre parole per uno stesso ritmo - Le canzoni di D. Savvopoulos tradotte in italiano

Qualche tempo fa, vi ho parlato di Dionissis Savvopoulos, cantante e autore molto amato dai greci di ogni età e "padre" del rock in terra ellenica (per saperne di più un click qui).
Ho anche scritto del suo acclamato concerto romano (un click qui), ultimo atto di un intenso seminario di traduzione organizzato dalla prof.ssa Paola Maria Minucci per la Cattedra di Neogreco dell'Università La Sapienza di Roma. 
Il seminario era focalizzato su una impresa originale e affascinante: la trasposizione di una selezione di canzoni dell'autore greco in lingua italiana.

La narrazione di questo viaggio seminariale, tra musica, versi e parole, è pubblicata nel volume accademico La lettura degli altri, che raccoglie in un'interessante "prospettiva interdisciplinare i contributi redatti a partire dal seminario La lettura degli altri (maggio 2012) organizzato dal Seminario/Laboratorio di Studi Interculturali di Sapienza".
Il libro è uscito in versione digitale e gratuita ed è consultabile e scaricabile con un click qui.
a cura di Barbara Ronchetti, Maria Antonietta Saracino, Francesca Terrenato Sapienza Università Editrice, 2015


6 agosto 2015

4 Favole greche per 91 bambini





"C’era una volta Uff, un piccolo nano molto brutto, che viveva in una piccola casa molto brutta, che si trovava in un piccolo bosco molto brutto, fatto di tanti piccoli alberi molto brutti. Uff non sapeva di essere brutto e nano, ma credeva di essere bello e grande.
Una mattina, una brutta gigantessa di nome Ohibò si trovò a passare per il piccolo bosco di Uff..." 
(Uff e Ohibò dall'antologia 4 favole piuttosto bizzarre)

29 luglio 2015

Dionisis Fotopoulos e il suo Paradiso


Dionisis Fotopoulos (Kalamata, 1953) è un noto scenografo e costumista greco. 
Ha lavorato in tutto il mondo, collaborando con registi teatrali e cinematografici del calibro di Peter Stein, Luca Ronconi, Bernardo Bertolucci, Heiner Müller, Harold Pinter, Theo Angelopoulos e molti altri.
È stato amico di Odisseas Elitis, di Melina Mercouri, di Yannis Tsarouchis, di Karolos Koun, di Piero Tosi... l'elenco dei suoi amici artisti è interminabile.
È Professore onorario del Dipartimento di Studi Teatrali dell’Università Kapodistriako di Atene ed è stato insignito della Medaglia di Gran Croce dell'Ordine d'Onore di Grecia,  per il suo contributo nell’Arte.
È un vero creativo e creatore, si dice, infatti, che sia in grado di dar vita a magnifiche scenografie anche dal nulla. 
È un maestro insuperato nella realizzazione di costumi di scena. Una delle sue ultime magistrali prove è visibile nel commovente film ΝΥΦΕΣ (Spose) di Pantelìs Voùlgaris e Ioana Karistiani. Potrete apprezzare il talento del costumista osservando la raffinatezza e la cura nei dettagli degli abiti di queste spose:




22 febbraio 2015

"Little Land" - Cinema Greco a Roma




Il 28 febbraio, sarà proiettato al Cineclub Detour di Roma, con il Patrocinio della Comunità Ellenica di Roma e del Lazio, un film documentario che ho amato sin dalla prima visione e che ho subito desiderato condividere con un pubblico più vasto di quello di casa mia. 
Sabato grazie alla collaborazione dei preziosi amici del Cineclub Detour, il pluripremiato film "Little Land" sarà nella loro sala, con una proiezione in lingua originale: greco e francese, con sottotitoli in italiano a mia cura, in collaborazione con Giuliano Armenante.

"Little Land" è un film di Nikos Dayandas, prodotto dalla Anemon, in collaborazione con ERT (la RAI greca) e ARTE.



Little Land”, Piccola Terra, è Ikaria, una piccola isola greca in mezzo all’Egeo. Da qualche anno, l’isola attrae l’interesse di medici e scienziati, che vogliono scoprire il segreto della longevità dei suoi abitanti. A Ikaria, infatti, si vive a lungo, ma si vive anche felici e, specialmente in questi anni di crisi, la felicità pare essere un fenomeno ancor più raro della longevità. Thodorìs, il protagonista, è un trentacinquenne, che come molti della sua generazione, ha perso il lavoro e forse anche la speranza in un futuro “qualsiasi”.   

15 dicembre 2014

KOSTAS BALAFAS, FOTOGRAFO POETA DELL'IMMAGINE


Kostas Balafas (Κώστας Μπαλάφας) nasce nel 1920 a Kipseli, tra le montagne di Arta, da una coppia di poveri contadini, Ghiorgos e Archondoùla. “Dove sono nato io, gli uomini lottano per la sopravvivenza e coltivano una terra arida e secca. Diresti che la spremono con le mani nude e la annaffiano con il sudore, pur di ottenerne i frutti. L’unica via di salvezza era l’emigrazione, un sogno piuttosto ingannevole. Il messaggio imperante, rivolto soprattutto ai giovani, era: ‘Vattene, se ti vuoi salvare’. E molti se ne andarono…”, racconta lo stesso Balafas.

Appena undicenne, Kostas Balafas arriva ad Atene e lotta per la sua sopravvivenza.  
Gli anni della sua infanzia sono scolpiti nella sua memoria, fino nel minimo dettaglio: “Dal mio paese andai prima ad Arta. Mio padre mi aveva affidato a un maestro di nostra conoscenza, affinché mi accompagnasse ad Atene. Lo pregò di accudirmi fino a quando non avessimo rintracciato, in piazza Koumoundourou, la taverna di un nostro compaesano, un uomo straordinario e buon patriota. Grazie a lui, molti contadini dell’Epiro, dei poveri disperati, avevano trovato un riparo. L’uomo offriva loro un piatto di minestra e poi li aiutava a ottenere un lavoro. Fece lo stesso con me, mi sistemò in una latteria-pasticceria molto rinomata, in via Patissìon, vicino alla chiesa di San Luca […]






1 novembre 2014

La lingua greca è una lingua viva

 

Il mio primo viaggio in Grecia è iniziato quasi per caso: desideravo fare una vacanza rilassante ed economica, lontana dall’Italia, ma non troppo, dove ci fosse un bel mare e buon cibo, destinazione scelta: Lefkada.
Sbarcata sull’altra sponda dello Ionio, cerco la corriera che mi conduca a Preveza, per poi da lì, con un altro autobus e un traghetto, raggiungere l’isola bianca.
Durante il viaggio ascolto i passeggeri parlare tra loro e, seppure io non comprenda il significato di ciò che dicono, il suono carezzevole di questa lingua mi incanta e la sua morbida melodia mi parla all’anima.
Guardo fuori e ammiro le linee sinuose della costa, bagnate dal mare che luccica sotto la luce abbagliante di luglio.