Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più di quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

4 febbraio 2016

In attesa di A Family Affair e della famiglia Xylouris


Gli Xylouris sono una delle famiglie cretesi più grandi e come tutti i cretesi sono molto orgogliosi delle loro origini. 
Molti del clan Xylouris hanno combattuto per la conquista della libertà sia sotto la dominazione ottomana, che durante la Resistenza contro i tedeschi, durante la II Guerra Mondiale.
Oggi, il nome Xylouris è spesso legato ai grandi musicisti che compongono questa ampia famiglia.

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Nikos Xylouris, chiamato anche o Αρχάγγελος της Κρήτης, l’Arcangelo di Creta, è uno dei cantanti più amati in Grecia.
Nikos è un vero παλικάρι: bello, talentuoso, fiero e coraggioso.
Nasce ad Anogeia (Creta) nel 1936. All’età di cinque anni è costretto, insieme a tutta la famiglia, ad abbandonare il paese dato alle fiamme dai soldati tedeschi. Il ricordo di quell’atrocità segna tutta la sua esistenza di Nikos, che sarà caratterizzata da una aperta lotta per la giustizia e la libertà.
Sin da giovanissimo, Nikos Xylouris rivela un grande talento musicale che esprime attraverso il canto e il suono della lira cretese.
Nel 1958 incide il suo primo disco, "Μια μαυροφόρα που περνά”, riscuotendo un enorme successo.
Durante gli anni della dittatura, e in quelli successivi, l’Arcangelo di Creta è la voce della Resistenza. La Giunta, tuttavia, lo tollera e non lo esilia, perché la sua arte è espressione pura della tradizione culturale greca.
Nel 1973, nel mezzo della sanguinosa repressione operata dall’esercito della Giunta contro gli studenti che resistono nel Politecnico di Atene, l’artista è lì con la sua lira. Nikos suona con gli studenti e intona con loro un’antica canzone rivoluzionaria cretese Πότε θα Κάνει Ξαστεριά (Quando arriverà il sereno).
L’Arcangelo di Creta è anche un magistrale interprete del poema epico-cavalleresco seicentesco Erotokritos, di Vincenzo Cornaro.

Νίκος Ξυλούρης - Του κύκλου τα γυρίσματα

L’eroe greco muore a soli 43 anni dopo aver lottato pervicacemente contro il cancro.


Antonis Xylouris detto Ψαραντώνης (Psarantonis, Antonis il Pescatore) nasce nel 1942 ad Anogeia.
Psarantonis può sembrare per il suo aspetto, un discendente di Zeus.
Con la sua voce primitiva, la sua lira dal suono inconfondibile, mantiene viva la tradizione musicale cretese e la arricchisce con il suo stile primordiale ed eterno.
È uno dei suonatori di lira più famosi al mondo.
Psarantonis ha imparato a suonare da bambino, accanto al fratello maggiore Nikos Xylouris. Ben presto, si esibisce durante feste e concerti, non solo a Creta ma in tutto il mondo, dove viene acclamato come artista straordinario.
Nelle sue esibizioni, non esegue mai un pezzo allo stesso modo: “la musica è infinita”, afferma egli stesso, “Non dar retta a quelli che la scrivono con quei puntini sulla carta, né a quelli che leggono quei puntini. I sentimenti dell’artista non si possono fermare su un foglio. Possono, forse, tutti quei puntini e tutta quella carta fare un Nikos (Xylouris)? No, non possono”.
Quando suona, Psarantonis chiude gli occhi, perché immagina di essere nei luoghi che ama, immerso nella bellezza e nella grandiosità della natura: “Noi uomini non abbiamo nulla. La Natura ha tutto, la Natura è Dio. Persino la pietra ha il suo palpito, nell’immobilità e nel silenzio. Qualche volta, sulla pietra nasce anche la vita. Hai mai notato i piccoli alberi che crescono sulle rocce dei pendii, e il dittamo?”.
Antonis Xylouris è un artista unico, è una creatura primordiale, è un puro.

Giorgis Xylouris, Ψαραγιώργης (Psaragiorgis, Giorgis il Pescatore), talentuoso liutista, è uno dei cinque figli di Psarantonis.
Oggi cinquantenne, Giorgis vive per la musica, la tradizione e la sua famiglia. Le sue radici culturali sono il suo ossigeno e con passione e tenacia le nutre e le protegge.
Giorgis è il ponte tra il leggendario padre Psarantonis e i suoi tre talentuosi figli - Nikos, Antonis e Apollonìa -, ai quali ha trasmesso la passione per la musica e l’amore per la propria terra. Questa tensione fra tradizione e rinnovamento, tra passato e futuro, compone una storia contemporanea comune al mondo intero.
Psaragiorgis è instancabile e suona in concerti e feste in tutto il mondo, affiancato dai suoi figli, duettando col padre o in compagnia di altri musicisti cretesi e non.

Pur essendo legato alla tradizione musicale di Creta, Giorgis ama sperimentare nuove collaborazioni, nelle quali l’arcaico suono del suo liuto, si mescola a sonorità più contemporanee.

G. Xylouris  e Jim White - "Suburb" 

“Non vivo la nostra tradizione come un peso, è la mia stessa vita. La musica è il nostro ossigeno...” afferma Psaragiorgis.

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Regia di: Angeliki Aristomenopoulou
Fotografia di: Stelios Apostolopoulos
Prodotto da Anemon Prod., Atene
Lingua: Greco/Inglese con sottotitoli in Italiano a mia cura.

Il film sarà proiettato in pima nazionale Venerdì 12 febbraio, ore 20.30, Cineclub Detour, Con il Patrocinio di Comunità Ellenica di Roma e del Lazio. Un click QUI per maggiori dettali.



La regista Angelikì Aristomenopoùlou ha una lunga esperienza nella realizzazione di documentari musicali. Dal 2005 al 2010 ha collaborato come regista alla popolare serie di documentari Musiche del Mondo per il canale ERT. Ha realizzato più di 30 documentari su temi musicali mondiali.



Stelios Apostolopoulos è regista e direttore della fotografia. È tra i soci fondatori dell’Anemon Prod. Ha firmato la fotografia di numerosi film documentari di successo, tra cui “A Family Affair”, “Little Land”, “Twice A Stranger”, “1821” e “Sayome”.
Specializzato in riprese naturali e subacque, collabora con WWF e Greenpeace.




L’Anemon è una casa di produzione no-profit greca. Nasce nel 2003 ad Atene, dalla comunione di intenti di registi, produttori e specialisti dei media. L’Anemon realizza documentari rivolti alla promozione dello dell’interculturalità, in particolare nell’area balcanica, al sostegno dei diritti umani e alla diffusione di tematiche di sostenibilità.
Nel suo catalogo annovera numerosi documentari e docu-film di pregio per la qualità dei contenuti, l’accuratezza delle immagini e della regia. Un esempio tra tanti, il popolare documentario “Little Land”.
L’Anemon partecipa al progetto europeo MovingDocs.



Il film A Family Affair è stato realizzato anche grazie ai contributi raccolti con una campagna di crowd-funding. 
L’Anemon Prod. ha inoltre richiesto, con risultati positivi, la collaborazione del pubblico per radunare documenti, fotografie e aneddoti riguardanti la famiglia Xylouris.







7 gennaio 2016

Rebetiko, manghes e buzuki

Se desiderate approfondire la vostra conoscenza della storia del mondo Rebetiko (di cui ho scritto in breve in questo post), proseguite la vostra lettura e troverete l’interessante articolo-saggio a cura di Michele Cortese. Il testo (qui in forma ridotta) è frutto di un approfondito e rigoroso lavoro di ricerca basato sulle preziose pubblicazioni di Ilias Petropulos, tradotte dallo stesso curatore dell’articolo.
Il saggio, affrontando con puntualità e passione la storia della musica rebetika, mette in luce anche aspetti storici e sociali di buona parte del Novecento greco.
Potete approfondire l’affascinante lettura di "Di rebetiko, Petròpulos, manghes e buzuki ", dai seguenti link che ospitano l’intero saggio: Academia.edu e Atenecalling.

"Il Rebetiko, cenni generali

Sulla Grecia moderna circolano molti miti. Uno di questi riguarda il cosiddetto «syrtaki», da tutti ritenuto il ballo tradizionale greco più famoso. Il syrtaki è stato composto da Mikis Theodorakis per la colonna sonora del film di Kakoiannis Zorba il greco (1964). Pochi sapranno che il soggetto del film è tratto da un libro di Nikos Kazantzakis (Βίος και πολιτεία του Αλέξη Ζορμπά, 1947). Pochissimi sanno che la canzone a cui probabilmente si è “ispirato” Theodorakis per comporre il suo brano è stata scritta intorno al 1950 dal cretese Ghiorghis Kutsurelis, e si intitola Αρμενοχωριανός συρτός. La somiglianza è tale da aver provocato una disputa legale tra i due musicisti. Il syrtaki si balla in cerchio, come tutti i συρτός (sirtòs), ma i suoi passi sono molto simili a quelli del χασάπικος (chassàpikos), una delle famiglie di balli rebetici. Il syrtaki non è un ballo popolare tradizionale. I greci non ballano il syrtaki, se non davanti ai turisti. 


Spesso si equivoca sulla complessa questione delle origini e della nascita del rebetiko. Nella presentazione del documentario di Andrea Segre Indebito, leggiamo che il rebetiko sarebbe «una musica nata dalla disperazione di un’antica crisi (la fuga da Smirne)». Il rebetiko sarebbe dunque nato dopo il 1922, cioè dopo la cosiddetta (dai greci) «Grande Catastrofe»: in due parole, la sconfitta dell’esercito greco che nel 1919 aveva invaso la Turchia e il conseguente incendio di Smirne, che provocò un enorme afflusso di profughi dal territorio turco a quello greco tra il 1922 e il 1924.
Le origini del rebetiko e dei ρεμπέτες (rebetes), i suoi interpreti, sono una questione piuttosto oscura, e ricondurne la nascita a una data precisa, a un preciso evento storico o, peggio, a un singolo personaggio, significa eludere la complessità del problema. Non pretendo assolutamente di risolvere la questione, né è possibile descriverla in tutti i suoi aspetti, ma ci sono molte cose da precisare in proposito.