Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più che quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

18 maggio 2014

MAVRO LIVADI - IL CINEMA GRECO A ROMA


Ho visto "Mavro livadi" nel 2011 in occasione del RIFF Festival di Roma. Era una delle ultime pellicole in programma, proiettata in tarda serata, ma indubbiamente una delle più belle. Le sue atmosfere avvolgenti e rarefatte unite alla trama, mi sono rimaste nell'anima per giorni, facendomi desiderare, non solo di rivedere quel film, ma anche di condividerlo con altri, come si fa per qualsiasi opera che ci sia piaciuta in modo particolare e che amiamo consigliare agli amici. In questo caso, però, la proiezione del RIFF sarebbe rimasta unica, perché il lungometraggio di Marinakis non ha avuto distribuzione in Italia.

Mi ero messa in testa che “Mavro livadi” meritava un pubblico più vasto o almeno
un’altra proiezione. Così contattai il regista Vardìs Marinakis per rivelargli il mio proposito, ovvero sottotitolare il suo film in italiano (la prima proiezione romana era con sottotitoli in inglese) e trovare nuovi spazi per proiettarlo. Vardìs con solerzia e disponibilità mi rispose inviandomi il film e concedendomi l’autorizzazione a procedere.

"Mavro livadi"  è ambientato nel 1654, quando la Grecia è ancora sotto l’impero ottomano. In quei secoli di dominazione, non era facile sopravvivere alla brutalità di quel dominio. Spesso i giovani di famiglie cristiane – greche, albanesi, bulgare e altre - erano vittime del devshirme (in greco παιδομάζωμα - pedomàzoma - "raccolta di bambini") ossia dell’arruolamento forzato nell’esercito turco ottomano. Ragazzi tra i 12 e i 16 anni venivano reclutati per formare il corpo scelto dei Giannizzeri, i quali, benché cristiani d'origine, sotto le armi diventavano i più fanatici e feroci difensori dell'Islām.
Per sfuggire a questa “tassa” che l’Impero ottomano imponeva alle sue terre di conquista, alcune famiglie nascondevano i propri figli nei monasteri.



01 maggio 2014

Alekos Panagoulis vive!

“Un ruggito di dolore e di rabbia si alzava sulla città, e rintronava incessante, ossessivo, spazzando qualsiasi altro suono, scandendo la grande menzogna. Zi, zi, zi! Vive, vive, vive!” è l’incipit del romanzo Un uomo, nel quale Oriana Fallaci racconta la vita e la morte dell’uomo che ha amato: Alèxandros Panagoulis.



Il 1° maggio del 1976 muore, vittima di uno "strano" incidente d’auto, il rivoluzionario, poeta e intellettuale Alekos Panagoulis. 
“Eroe tragico con una vena di follia”, Panagoulis ha lottato con grande coraggio contro il Regime dei Colonnelli e a favore della democrazia, subendo persecuzioni, lunghi periodi di prigionia tra atroci torture. 
"Alekos, cosa significa essere un uomo?" chiede Oriana Fallaci. 
"Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. E vincere." è la sua  risposta (da Intervista con la storia, O. Fallaci, 1974).


Nel 1968 fu condannato a morte per il fallito attentato a uno dei colonnelli, il capo della Giunta: G. Papadopoulos.
Nel 1975 è l’ex dittatore a essere dietro la sbarra, mentre Alekos  era tra i giornalisti in veste di inviato speciale per L’Europeo. Di seguito alcuni passi del suo articolo:
con un click sull'immagine, la vedrete ingradita

03 dicembre 2013

"Kavafis e i Poeti". Omaggio al grande poeta greco.

Di Kavafis, poeta a cavallo tra ‘800 e ‘900, si celebrano quest’anno i 150 anni dalla nascita e gli 80 dalla morte. E sembra impossibile tanto la sua poesia ci è oggi attuale e contemporanea.
Una conferma di questa affermazione che molti ormai giustamente ripetono per questo grande poeta alessandrino si è avuta qualche giorno fa, il 25 novembre, al Teatro Vascello nella serata “Kavafis e i poeti”, organizzata dalla Cattedra di lingua e letteratura neogreca della Sapienza Università di Roma con il patrocinio dell’Ambasciata di Grecia e dell’Ambasciata di Cipro e il sostegno del Ministero della Cultura di Grecia.

07 luglio 2013

Una mattina in compagnia di Petros Màrkaris

In una piovosa domenica estiva decido di mettere ordine nel mio archivio digitale e cosa trovo?
La mia registrazione di una mattinata primaverile trascorsa in compagnia di Petros Màrkaris e dei ragazzi della scuola Lianokladiou di Lamia, accompagnati dalla intraprendente insegnante Ioulia Gkika. Un bellissimo ricordo.
I giovanissimi studenti avevano lavorato  durante l'anno scolastico, sui romanzi dello scrittore greco e, in gemellaggio con una classe italiana, su quelli del nostro Camilleri, per realizzare, infine, una rappresentazione teatrale ispirata ai polizieschi dei due autori.
In un giorno di marzo, in un giardino ateniese, ero lì insieme ai vivaci discenti visibilmente emozionati per questo incontro con P. Màrkaris, il quale, con la sua affabilità, ha messo tutti a proprio agio...

...L’atmosfera è molto allegra, mi piace osservare l’ingenua trepidazione di questi ragazzi ancora un po’ bambini e sono curiosa di ascoltare le loro domande per Màrkaris e le interessanti risposte dell'autore.

Spiros: I suoi romanzi sono molto attuali, come  mai?

Màrkaris: I romanzi e i racconti che scrivo hanno a che fare con l’attualità, perché mi interessa raccontare il presente e non il passato.
Tuttavia, anche il passato ha a che fare con l’oggi, ovviamente. Per esempio, il mio romanzo “Si è suicidato il Che” racconta i Giochi Olimpici del 2004 e, tornando indietro di trent’anni, l’epoca della dittatura dei Colonnelli. In tal caso, il passato mi è servito per spiegare problemi del presente.

Erotòkritos: Come nasce l’idea per un libro?

10 giugno 2013

Storie dell’Altro Mondo. Favole dalla Grecia.



Vi è capitato, almeno una volta nella vita, di leggere una favola a un bambino? Sì? Avete provato quel giocoso piacere nell'entrare con lui nel mondo magico della fiaba, sospesi nella frizzante brezza della credulità? 

28 maggio 2013

Racconto greco


Kostas Akrivos
Gli uomini di una volta



Per Vanghelis Chatzighiannidis

Che donna, quella! Una che non si faceva mancare niente: chiac­chiere, soldi, uomini… Li gettava per aria e in un batter d’occhio li faceva suoi. Perché quella smargiassa era bella, bella e ne sapeva una più del diavolo. Cinquantacinque anni e non ne dimostrava nean­che trenta. Con una chioma nera e riccioluta, e certe labbra che sem­bra­va­no promettere il paradiso. Tutta dedita ai par­ruc­chieri e alle pa­lestre. Quando bussarono il campanello, “AFFITTASI MONO­LO­CALE A STUDENTI – CANONE MODICO”, lo sguardo di en­trambi andò a fissarsi sull’ampia scollatura della ve­sta­glia. Era così che accoglieva gli aspiranti inquilini? Li riscosse il suo “desiderano?”. L’uomo tos­sic­chiò per schiarirsi la voce e poi: “È per mio figlio, qui… È iscritto a medicina, primo anno… Abbiamo visto il cartello e…”.

21 maggio 2013

Dionisios Solomòs e La Sapienza di Roma


Dionisios Solomòs nasce a Zacinto  nel 1798 e dall’età di dieci anni fino ai venti vive in Italia, a Cremona, Venezia, Pavia. La sua lingua e la sua formazione è quindi italiana.
Tornato in patria studia assiduamente per riconquistare la sua lingua madre. Il suo lavoro assiduo e meticoloso lo rende oggi uno dei più grandi, se non il più grande poeta in lingua greca moderna
Il suo Inno alla libertà (1824), musicato dal Manzaros, è diventato l'inno nazionale ellenico.

Attraverso le parole e immagini di Theo Angelopoulos, nel film: L’eternità e un giorno, avrete modo di conoscere qualcosa in più sulla storia e la personalità di questo grande poeta.

(Il video è in lingua originale, trascrivo qui per voi, i dialoghi realizzati da Paola Maria Minucci per la versione italiana del film).

07 aprile 2013

Una "Storia greca"


Lo attendevo da tempo, da quando Andrea Rényi me ne aveva annunciata la pubblicazione.
Attendevo di poter leggere questo lungo racconto tradotto da Andrea Rényi dalla lingua ungherese, perché narra la poco nota “catastrofe della Guerra Civile” greca, scoppiata tra il 1946 e il 1949, e anche perché è dedicato a un uomo nobile e valoroso, Kazimir Rényi, di cui conoscerete la storia leggendo l’introduzione dell’opera.
Il libro si intitola: Storia greca e comprende l’omonima novella scritta da Lajos Galambos, una toccante introduzione e un’importante postfazione con Brevi cenni di storia greca, tutto a cura di Andrea Rényi.

È pubblicato con i Dragomanni ed è scaricabile gratuitamente, previa una rapida procedura di iscrizione gratuita (che dona 3 euro di credito) dal sito di Ultima-books e da tutte le altre librerie in rete; senza DRM, in formato epub e mobi (e Kindle).