Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι...

"Και μάλλον Έλληνες καλείσθαι τους της παιδεύσεως της ημετέρας ή τους της κοινής φύσεως μετέχοντας" ΙΣΟΚΡΑΤΗΣ

(“Siano chiamati Elleni gli uomini che partecipano della nostra tradizione culturale più che quelli che condividono l'origine comune” ISOCRATE)

29 luglio 2015

Dionisis Fotopoulos e il suo Paradiso


Dionisis Fotopoulos (Kalamata, 1953) è un noto scenografo e costumista greco. 
Ha lavorato in tutto il mondo, collaborando con grandi registi teatrali e cinematografici di varie nazionalità, da Peter Stein, a Ronconi, Bertolucci, Heiner Müller, Harold Pinter fino a Theo Angelopoulos.
È Professore onorario del Dipartimento di Studi Teatrali dell’Università Kapodistriako di Atene, ed è stato insignito della Medaglia di Gran Croce dell'Ordine d'Onore di Grecia,  per il suo contributo nell’Arte.
Si dice che sia in grado di creare magnifiche scenografie anche con un nulla a disposizione. È un maestro insuperato nella realizzazione di costumi di scena. Una delle sue ultime magistrali prove è visibile nel commovente film ΝΥΦΕΣ (Spose) di Pantelìs Voùlgaris e Ioana Karistiani. Potrete apprezzare il talento del costumista, osservando la raffinatezza e la cura nei dettagli degli abiti delle spose, appartenenti a varie nazionalità:



Vive ad Atene, in una bellissima casa ai piedi del Licabetto, dove incontra artisti, amici e giornalisti. Ecco le parole di Eleni Xenoy, prima di un'intervista allo scenografo: "Era seduto su un divano in pelle. Aveva un aspetto molto teatrale. Indossava abiti neri. Era quasi mezzogiorno, ma le imposte erano chiuse. Nel salone entrava un filo di luce, quanto bastava per distinguere tutti gli oggetti presenti in ogni angolo, sembravano brevi racconti di un intero decennio. Fotografie, bozzetti di costumi, suoi ritratti firmati da Tsarouchis, decine di libri… Lambeti, Koun, Minotìs, Paxinoù, erano tutti radunati lì, in un’istantanea in bianco e nero. Erano i volti magici del teatro, di coloro che avevano «dato vita al miracolo» e che si erano trasformati ormai in una compagnia silente."


L'articolo successivo è di Mirto Loverdou per il quotidiano TOVIMA; Fotopoulos racconta del suo amato rifugio a Epidauro, di teatro, di spettacoli, dei suoi ospiti celebri, ma anche dei suoi amici meno famosi, di taverne, di mare e di luoghi che esistono da migliaia di anni e che per migliaia di anni continueranno a esistere.


EPIDAURO il Paradiso di Dionisis Fotopoulos

La mia prima casa a Epidauro si trovava in mezzo a dei bungalow abbandonati. Ci arrivavi attraverso una strada dissestata, piena di buche che distruggevano le nostre auto. Melina Mercouri è stata tra le prime persone a prendere casa lì. In seguito, la strada fu sistemata e noi fummo salvi.

Verso la metà degli anni Settanta, il Teatro Nazionale della Grecia perse la sua posizione di monopolio e, di conseguenza, al Festival di Epidauro poterono partecipare anche altri Teatri, come il Teatro d’Arte di Karolos Koun, il Kratikò (N.d.T. Teatro Nazionale della Grecia del Nord) e l’AnfiTheatro. 
Durante il periodo del Festival, ci ritrovavamo tutti insieme per andare a fare il bagno in quei luoghi isolati. Ho il ricordo di un alberguccio nascosto, dove veniva anche Koun e dove insieme mangiavamo patatine fritte con uova al tegamino e pesce, proprio vicino al mare, all’ombra di un ampio pergolato.

22 febbraio 2015

"Little Land" - Cinema Greco a Roma




Il 28 febbraio, sarà proiettato al Cineclub Detour di Roma, con il Patrocinio della Comunità Ellenica di Roma e del Lazio, un film documentario che ho amato sin dalla prima visione e che ho subito desiderato condividere con un pubblico più vasto di quello di casa mia. 
Sabato grazie alla collaborazione dei preziosi amici del Cineclub Detour, il pluripremiato film "Little Land" sarà nella loro sala, con una proiezione in lingua originale: greco e francese, con sottotitoli in italiano a mia cura, in collaborazione con Giuliano Armenante.

"Little Land" è un film di Nikos Dayandas, prodotto dalla Anemon, in collaborazione con ERT (la RAI greca) e ARTE.



Little Land”, Piccola Terra, è Ikaria, una piccola isola greca in mezzo all’Egeo. Da qualche anno, l’isola attrae l’interesse di medici e scienziati, che vogliono scoprire il segreto della longevità dei suoi abitanti. A Ikaria, infatti, si vive a lungo, ma si vive anche felici e, specialmente in questi anni di crisi, la felicità pare essere un fenomeno ancor più raro della longevità. Thodorìs, il protagonista, è un trentacinquenne, che come molti della sua generazione, ha perso il lavoro e forse anche la speranza in un futuro “qualsiasi”.   

15 dicembre 2014

KOSTAS BALAFAS, FOTOGRAFO POETA DELL'IMMAGINE


Kostas Balafas (Κώστας Μπαλάφας) nasce nel 1920 a Kipseli, tra le montagne di Arta, da una coppia di poveri contadini, Ghiorgos e Archondoùla. “Dove sono nato io, gli uomini lottano per la sopravvivenza e coltivano una terra arida e secca. Diresti che la spremono con le mani nude e la annaffiano con il sudore, pur di ottenerne i frutti. L’unica via di salvezza era l’emigrazione, un sogno piuttosto ingannevole. Il messaggio imperante, rivolto soprattutto ai giovani, era: ‘Vattene, se ti vuoi salvare’. E molti se ne andarono…”, racconta lo stesso Balafas.

Appena undicenne, Kostas Balafas arriva ad Atene e lotta per la sua sopravvivenza.  
Gli anni della sua infanzia sono scolpiti nella sua memoria, fino nel minimo dettaglio: “Dal mio paese andai prima ad Arta. Mio padre mi aveva affidato a un maestro di nostra conoscenza, affinché mi accompagnasse ad Atene. Lo pregò di accudirmi fino a quando non avessimo rintracciato, in piazza Koumoundourou, la taverna di un nostro compaesano, un uomo straordinario e buon patriota. Grazie a lui, molti contadini dell’Epiro, dei poveri disperati, avevano trovato un riparo. L’uomo offriva loro un piatto di minestra e poi li aiutava a ottenere un lavoro. Fece lo stesso con me, mi sistemò in una latteria-pasticceria molto rinomata, in via Patissìon, vicino alla chiesa di San Luca […]






1 novembre 2014

La lingua greca è una lingua viva

 



Il mio primo viaggio in Grecia è iniziato quasi per caso: desideravo fare una vacanza rilassante ed economica, lontana dall’Italia, ma non troppo, dove ci fosse un bel mare e buon cibo, destinazione scelta: Lefkada.
Sbarcata sull’altra sponda dello Ionio, cerco la corriera che mi conduca a Preveza, per poi da lì, con un altro autobus e un traghetto, raggiungere l’isola bianca.
Durante il viaggio ascolto i passeggeri parlare tra loro e, seppure io non comprenda il significato di ciò che dicono, il suono carezzevole di questa lingua mi incanta e la sua morbida melodia mi parla all’anima.
Guardo fuori e ammiro le linee sinuose della costa, bagnate dal mare che luccica sotto la luce abbagliante di luglio.

18 maggio 2014

MAVRO LIVADI - IL CINEMA GRECO A ROMA


Ho visto "Mavro livadi" nel 2011 in occasione del RIFF Festival di Roma. Era una delle ultime pellicole in programma, proiettata in tarda serata, ma indubbiamente una delle più belle. Le sue atmosfere avvolgenti e rarefatte unite alla trama, mi sono rimaste nell'anima per giorni, facendomi desiderare, non solo di rivedere quel film, ma anche di condividerlo con altri, come si fa per qualsiasi opera che ci sia piaciuta in modo particolare e che amiamo consigliare agli amici. In questo caso, però, la proiezione del RIFF sarebbe rimasta unica, perché il lungometraggio di Marinakis non ha avuto distribuzione in Italia.

1 maggio 2014

Alekos Panagoulis vive!

“Un ruggito di dolore e di rabbia si alzava sulla città, e rintronava incessante, ossessivo, spazzando qualsiasi altro suono, scandendo la grande menzogna. Zi, zi, zi! Vive, vive, vive!” è l’incipit del romanzo Un uomo, nel quale Oriana Fallaci racconta la vita e la morte dell’uomo che ha amato: Alèxandros Panagoulis.



Il 1° maggio del 1976 muore, vittima di uno "strano" incidente d’auto, il rivoluzionario, poeta e intellettuale Alekos Panagoulis. 
“Eroe tragico con una vena di follia”, Panagoulis ha lottato con grande coraggio contro il Regime dei Colonnelli e a favore della democrazia, subendo persecuzioni, lunghi periodi di prigionia tra atroci torture. 

3 dicembre 2013

"Kavafis e i Poeti". Omaggio al grande poeta greco.

Di Kavafis, poeta a cavallo tra ‘800 e ‘900, si celebrano quest’anno i 150 anni dalla nascita e gli 80 dalla morte. E sembra impossibile tanto la sua poesia ci è oggi attuale e contemporanea.
Una conferma di questa affermazione che molti ormai giustamente ripetono per questo grande poeta alessandrino si è avuta qualche giorno fa, il 25 novembre, al Teatro Vascello nella serata “Kavafis e i poeti”, organizzata dalla Cattedra di lingua e letteratura neogreca della Sapienza Università di Roma con il patrocinio dell’Ambasciata di Grecia e dell’Ambasciata di Cipro e il sostegno del Ministero della Cultura di Grecia.

7 luglio 2013

Una mattina in compagnia di Petros Màrkaris

In una piovosa domenica estiva decido di mettere ordine nel mio archivio digitale e cosa trovo?
La mia registrazione di una mattinata primaverile trascorsa in compagnia di Petros Màrkaris e dei ragazzi della scuola Lianokladiou di Lamia, accompagnati dalla intraprendente insegnante Ioulia Gkika. Un bellissimo ricordo.
I giovanissimi studenti avevano lavorato  durante l'anno scolastico, sui romanzi dello scrittore greco e, in gemellaggio con una classe italiana, su quelli del nostro Camilleri, per realizzare, infine, una rappresentazione teatrale ispirata ai polizieschi dei due autori.
In un giorno di marzo, in un giardino ateniese, ero lì insieme ai vivaci discenti visibilmente emozionati per questo incontro con P. Màrkaris, il quale, con la sua affabilità, ha messo tutti a proprio agio...

...L’atmosfera è molto allegra, mi piace osservare l’ingenua trepidazione di questi ragazzi ancora un po’ bambini e sono curiosa di ascoltare le loro domande per Màrkaris e le interessanti risposte dell'autore.

Spiros: I suoi romanzi sono molto attuali, come  mai?

Màrkaris: I romanzi e i racconti che scrivo hanno a che fare con l’attualità, perché mi interessa raccontare il presente e non il passato.
Tuttavia, anche il passato ha a che fare con l’oggi, ovviamente. Per esempio, il mio romanzo “Si è suicidato il Che” racconta i Giochi Olimpici del 2004 e, tornando indietro di trent’anni, l’epoca della dittatura dei Colonnelli. In tal caso, il passato mi è servito per spiegare problemi del presente.

Erotòkritos: Come nasce l’idea per un libro?

10 giugno 2013

Storie dell’Altro Mondo. Favole dalla Grecia.

Vi è capitato, almeno una volta nella vita, di leggere una favola o una fiaba a un bambino? Certo che sì. E, di certo, avete provato la gioia di entrare insieme, in un magico mondo fiabesco, sospinti anche voi da una sana credulità? 

28 maggio 2013

Racconto greco


Kostas Akrivos
Gli uomini di una volta



Per Vanghelis Chatzighiannidis

Che donna, quella! Una che non si faceva mancare niente: chiac­chiere, soldi, uomini… Li gettava per aria e in un batter d’occhio li faceva suoi. Perché quella smargiassa era bella, bella e ne sapeva una più del diavolo. Cinquantacinque anni e non ne dimostrava nean­che trenta. Con una chioma nera e riccioluta, e certe labbra che sem­bra­va­no promettere il paradiso. Tutta dedita ai par­ruc­chieri e alle pa­lestre. Quando bussarono il campanello, “AFFITTASI MONO­LO­CALE A STUDENTI – CANONE MODICO”, lo sguardo di en­trambi andò a fissarsi sull’ampia scollatura della ve­sta­glia. Era così che accoglieva gli aspiranti inquilini? Li riscosse il suo “desiderano?”. L’uomo tos­sic­chiò per schiarirsi la voce e poi: “È per mio figlio, qui… È iscritto a medicina, primo anno… Abbiamo visto il cartello e…”.